Maestri danzatrice napoletana di maggior rilievo, che al suo esibirsi rapisce la scena con la sua beltade e grazia, lasciando con il suo "vortice" del ventre attoniti gli spettatori, sospesi tra lo stupore e la curiosità.

– Che studi hai fatto? Ho studiato danza classica e moderna, partecipando a vari stage di danze folcloristiche come danza russa e peruviana.

– Come è arrivata alla danza del ventre? Per caso! Dopo aver visto uno stage di danze folcloristiche di Eh Hadi Shariffa me ne innamorai subito. A Napoli, allora, 14 anni fa, non c'erano ancora corsi di danza del ventre, decisi di andare a Roma. Il mio primo maestro, Esmat Oseman, è egiziano, lo adoro! Tuttora lavoro con lui.

– Qual è la definizione esatta di Raqs Sharqi? Raqs Sarqui è la traduzione letterale dall'arabo di danza orientale. Raqs è danza, Sarqui, orientale in contrapposizione a Zarqui che sarebbe occidentale. Questo è il vero nome della danza orientale!

Tradizione o moderno? Se facciamo troppa tradizione rischiamo di fare qualcosa di troppo statico che non può essere molto capita. La formula giusta sarebbe mischiare la tradizione con il moderno come faccio anche io.

– Come vede la danza del ventre occidentale? La vedo positiva! La donna occidentale studia, approfondisce la danza anche sotto un profilo culturale, invece la donna orientale no, questa danza per loro è innata e non si mettono ad approfondire certi discorsi.

– Quali le prospettive future? Sono molto ambiziose! Mi piacerebbe portare questo discorso avanti in maniera molto intelligente e soprattutto culturale anche se non è una cosa semplice. Bisognerebbe coinvolgere gran parte della gente. Unirsi per "combattere" quelle ballerine che vengono fuori senza saper nulla di questo tipo di danza.

Nota: L'intervista è stata realizzata da Mariagrazia Poggiagliolmi
Nota: di Mariagrazia Poggiagliolmi