Anonymous Scrivere ""Quando il movimento diventa elastico, è danza.
Quando il movimento è totalmente presente al punto da annullarel 'ego, allora è danza.
Non occorre trovare un'altra meditazione:quando chi danza è perduto, la stessa danza diventa una meditazione.
L'essenziale è perdere sè stessi.
Viene un momento in cui tu non sei più...eppure la danza continua...."

"OSHO"

Se il ballo è una sequenza di movimenti eseguiti a suon di musica assecondando il ritmo della musica stessa, risulta evidente che fra ginnastica e danza il passo è breve: in pratica la danza costituisce un'evoluzione della ginnastica, ovvero di una attività finalizzata a mantenere armonia gestuale muscoli scattanti, agilità, forma fisica perfetta.
E infatti incanta quasi come un balletto lo spettacolo della ginnastica ritmica- via di mezzo fra ginnastica e danza - cosi' come il mondo lo ha potuto vedere ai Giochi di Atene nelle performance del nostro team di giovanissime atlete, giustamente soprannominate - dopo aver conquistato il secondo gradino del podio olimpico - "farfalle d'argento".
D'altra parte la ginnastica ha da tempo scoperto la musica, tant'è vero che nelle palestre di tutto il mondo si pratica - a suon di musica - tutta una serie di discipline ginniche: con l'accompagnamento musicale, infatti, il movimento fisico riesce più facile e divertente e si affronta più volentieri la fatica.
Inoltre, il dialogare della "voglia di forma" ha portato ad attingere a piene mani alle tradizioni di tutto il mondo, che forniscono numerosi esempi di ginnastica-danza, talvolta impostata sull'abilità acrobatica. Come la capoeira brasiliana, che allude, mimando colpi, finte e parate, ad un combattimento senza altre armi che il corpo.
Tuttavia, a quel punto, ancora di "atleti" si tratta.
Mentre la definizione di "artista" attiene il danzatore puro; che comunque, non diversamente da un'atleta, si sottopone a faticosi allenamenti quotidiani per mantenere la condizione fisica al top.
E allora la differenza fra ginnastica e danza va cercata nell'interpretazione, in quel "più" di espressività del tutto personale che - nella partitura pur codificata di una coreografia - ci mette una star del balletto classico come una famosa danzatrice del ventre o un celebre tanguero.
Dalla danza da palcoscenico al normale ballo, poi, la distanza non è cosi' ampia: stavolta la coreografia è libera, l'interpretazione puo' essere individuale, di coppia o di gruppo, ma la buona esecuzione di movimenti e di frequenze - morbidi e fluidi oppure scattanti e sincopati - è frutto in primo luogo della forma fisica. Che per altro, si consegue e si mantiene anche ballando, giovani e meno giovani,: si esercitano i muscoli, si sciolgono le articolazioni, si allena il respiro....
Di conseguenza ci si guadagna in equilibrio, armonia, agilità, ma non solo: si affina l'orecchio e il senso del ritmo, si scaricano le tensioni, si apre la porta alla fantasia e all'espressione artistica.
Infatti il ballo è un'operazione creativa, l'invenzione di un linguaggio, non-verbale unico e...libero...la fusione di corpo e spirito in un'espressione propria, unica e irripetibile.
Quindi, che sia un valzer vorticoso o una polka veloce, un frenetico rok o un boogie scatenato, un languido tango, un ballo latino americano che afferra e conquista, una danza di espressione africana con la sua prorompente energia, una dirompente e colorata danza indiana, una seducente danza del ventre......a ciascuno il suo ritmo, la sua musica: ballando ballando si resta giovani e si attraversa con maggiore forza e leggerezza la vita......Vi pare poco!

Nota: Liberamente tratto da "La Stampa" - Tutto Benessere"